Trattamenti Non Chirurgici per la Disfunzione Erettile

La disfunzione erettile (DE) è una condizione che può influenzare significativamente la qualità di vita degli uomini, influendo sulla loro salute emotiva, relazioni e autostima. Nonostante la prevalenza di questa condizione, molte opzioni di trattamento non richiedono l’intervento chirurgico, offrendo efficacia e minimizzando i rischi. In questo articolo, esploreremo le alternative non chirurgiche alla disfunzione erettile, evidenziando come possono essere personalizzate per adattarsi alle esigenze e alle circostanze di ogni individuo.

Terapie Farmacologiche: La Prima Linea di Difesa

Le terapie farmacologiche rappresentano spesso il primo approccio raccomandato per affrontare la disfunzione erettile. Farmaci come sildenafil (Viagra), tadalafil (Cialis) e vardenafil (Levitra) agiscono migliorando il flusso sanguigno verso il pene, facilitando così l’erezione in risposta alla stimolazione sessuale. Questi trattamenti sono noti per la loro alta efficacia e possono essere adattati in base alle esigenze individuali, considerando la frequenza di utilizzo e la pianificazione sessuale. È cruciale, tuttavia, consultare un medico prima di iniziare qualsiasi trattamento farmacologico per assicurarsi che sia sicuro ed efficace, specialmente per coloro con condizioni mediche preesistenti o che assumono altri farmaci.

Dispositivi a Vuoto: Un’Opzione Meccanica

I dispositivi a vuoto, noti anche come pompe peniene, offrono un’alternativa meccanica per il trattamento della DE. Funzionano creando un vuoto attorno al pene, che induce l’afflusso di sangue e consente di ottenere un’erezione, successivamente mantenuta con l’applicazione di un anello di costrizione alla base del pene. Questi dispositivi sono particolarmente utili per coloro che non possono utilizzare farmaci per la DE a causa di controindicazioni o effetti collaterali. Sebbene richiedano un certo grado di manualità e adattamento, i dispositivi a vuoto sono efficaci e possono essere utilizzati in modo sicuro per molti anni.

Terapie Psicosessuali: Il Ruolo della Mente

La disfunzione erettile non è sempre il risultato di una causa fisica; spesso, c’è un componente psicologico significativo. Le terapie psicosessuali, come la consulenza e la terapia sessuale, possono essere estremamente utili. Questi approcci aiutano gli uomini a esplorare e risolvere qualsiasi problema psicologico sottostante, come ansia da prestazione, stress o problemi relazionali, che potrebbero contribuire alla DE. Lavorare con un terapeuta specializzato può offrire strategie per gestire l’ansia legata al sesso e migliorare la comunicazione all’interno della coppia, rafforzando così la connessione emotiva e sessuale.

Cambiamenti nello Stile di Vita: Una Fondazione per la Salute Sessuale

A volte, i cambiamenti nello stile di vita possono avere un impatto profondo sulla disfunzione erettile. Mantenere un peso sano, smettere di fumare, limitare o evitare l’alcool, fare esercizio regolarmente e seguire una dieta equilibrata possono migliorare significativamente la funzione erettile. Questi cambiamenti, oltre a migliorare la salute cardiovascolare, possono aumentare la fiducia in sé, ridurre lo stress e migliorare la DE. È importante sottolineare che questi cambiamenti richiedono impegno e tempo per mostrare effetti significativi, ma i benefici a lungo termine per la salute sessuale e generale valgono assolutamente l’investimento.

Trattamenti Ormonali: Equilibrare il Sistema

In alcuni casi, la disfunzione erettile può essere legata a squilibri ormonali, come bassi livelli di testosterone. I trattamenti ormonali, sotto forma di gel, iniezioni o cerotti, possono aiutare a ristabilire i livelli normali di testosterone, migliorando così la libido e la funzione erettile. Tuttavia, è fondamentale che questi trattamenti siano strettamente monitorati da un medico, poiché un’appropriata valutazione e diagnosi sono cruciali per determinare se il trattamento ormonale è giustificato. Inoltre, la terapia sostitutiva con testosterone può non essere adatta per tutti, in particolare per coloro con determinate condizioni mediche, come problemi cardiaci o un rischio elevato di cancro alla prostata. La personalizzazione del trattamento e il monitoraggio regolare sono essenziali per ottimizzare i risultati e minimizzare i rischi.

La disfunzione erettile può essere un argomento difficile da affrontare per molti uomini, ma è importante riconoscere l’ampia gamma di opzioni di trattamento non chirurgiche disponibili che possono offrire soluzioni efficaci. Dal supporto farmacologico e meccanico fino agli interventi psicosociali e ai cambiamenti nello stile di vita, esiste un percorso personalizzato per quasi ogni individuo. Inoltre, i trattamenti ormonali possono offrire un ulteriore strumento per alcuni, sottolineando l’importanza di una valutazione medica approfondita e di un approccio olistico al benessere sessuale.

L’approccio al trattamento della disfunzione erettile dovrebbe essere multifattoriale, tenendo conto non solo della sintomatologia ma anche delle cause sottostanti, delle preferenze individuali e delle condizioni di salute generale. La collaborazione con professionisti sanitari esperti e l’impegno verso un piano di trattamento personalizzato possono aprire la strada a risultati soddisfacenti, migliorando significativamente la qualità di vita e il benessere emotivo.

In conclusione, viviamo in un’era dove le opzioni per il trattamento della disfunzione erettile sono più accessibili e variate che mai. Affrontare questa condizione richiede coraggio e apertura, ma i passi intrapresi verso la ricerca di un trattamento adeguato possono portare a miglioramenti significativi non solo nella funzione sessuale ma nella salute e felicità complessive. Invitiamo i nostri lettori a consultare un medico di fiducia per esplorare le opzioni di trattamento non chirurgiche che potrebbero essere adatte alle loro esigenze uniche, ricordando che la DE è una condizione comune e trattabile, con molteplici percorsi verso la soluzione.

Prevenzione e gestione dell’infertilità maschile

L’infertilità maschile rappresenta una sfida significativa per molte coppie che cercano di concepire. Questa condizione, spesso avvolta da misconcezioni e stigma, merita un’attenzione particolare per promuovere una maggiore comprensione e supporto. Attraverso questo articolo, esploreremo le cause comuni dell’infertilità maschile, l’importanza della prevenzione, e forniremo consigli pratici per affrontare e superare questa condizione.

Comprendere le Cause dell’Infertilità Maschile

L’infertilità maschile può essere influenzata da una varietà di fattori fisici, ambientali e di stile di vita. Problemi quali il varicocele, le infezioni, gli squilibri ormonali, e le anomalie genetiche possono avere un impatto diretto sulla produzione e sulla qualità dello sperma. Fattori ambientali come l’esposizione a sostanze tossiche, l’uso eccessivo di alcol e tabacco, e anche lo stress eccessivo possono giocare un ruolo significativo. È essenziale riconoscere che la comprensione delle cause è il primo passo verso una gestione efficace e, in molti casi, la prevenzione dell’infertilità.

Il Ruolo Cruciale della Prevenzione

La prevenzione gioca un ruolo fondamentale nella gestione dell’infertilità maschile. Adottare uno stile di vita sano, evitare l’esposizione a sostanze tossiche, e mantenere un peso corporeo sano sono passi cruciali. Inoltre, la riduzione dello stress attraverso tecniche di rilassamento e mindfulness può avere effetti positivi sulla fertilità. È importante anche per gli uomini sottoporsi a controlli medici regolari che possono rilevare precocemente potenziali problemi, permettendo interventi tempestivi.

Strategie per Affrontare l’Infertilità

Una volta diagnosticata l’infertilità, esistono diverse strategie di trattamento a seconda delle cause sottostanti. Queste possono variare da cambiamenti nello stile di vita e interventi medici come la chirurgia per il varicocele, a trattamenti più avanzati come la fecondazione in vitro (IVF) o l’iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi (ICSI). La consulenza e il supporto psicologico possono anche essere fondamentali per gestire lo stress emotivo associato all’infertilità.

Alimentazione e Salute Andrologica

L’alimentazione svolge un ruolo significativo nella salute andrologica. Nutrienti come lo zinco, il selenio, la vitamina E e gli acidi grassi omega-3 sono essenziali per la produzione di sperma sano. Una dieta equilibrata ricca di frutta, verdura, proteine magre e cereali integrali può supportare la fertilità maschile. Evitare il consumo eccessivo di alcol e ridurre l’assunzione di cibi ricchi di grassi saturi e zuccheri aggiunti può anche fare la differenza.

Supporto e Risorse

Affrontare l’infertilità è un percorso che richiede tempo, pazienza e supporto. Le coppie dovrebbero cercare il sostegno di professionisti della fertilità che possono offrire consulenza personalizzata e trattamenti. Gruppi di supporto, sia online che nella vita reale, possono fornire uno spazio condiviso per esperienze e consigli, alleviando il senso di isolamento che molti possono sentire. È importante ricordare che l’infertilità maschile è una condizione comune e gestibile con l’approccio giusto.

Fitness fisico e prestazioni sessuali: Un legame indissolubile

La salute sessuale è un aspetto fondamentale del benessere generale di un individuo, influenzando non solo la sfera intima ma anche l’autostima e la qualità della vita. Tra i vari fattori che contribuiscono a una vita sessuale soddisfacente, il fitness fisico gioca un ruolo cruciale. Esaminiamo come l’attività fisica regolare possa non solo migliorare la salute generale ma anche le prestazioni sessuali, offrendo un approccio olistico al benessere.

L’impatto dell’esercizio sulla salute sessuale

L’esercizio fisico regolare ha numerosi benefici per la salute, inclusi miglioramenti nella funzione cardiovascolare, riduzione del rischio di malattie croniche, miglioramento dell’umore e aumento dell’energia. Specificamente per la salute sessuale, l’attività fisica può migliorare la circolazione sanguigna, fondamentale per il mantenimento di un’erezione soddisfacente e per l’aumento del desiderio sessuale. Studi hanno dimostrato che gli uomini che praticano esercizio fisico regolarmente hanno un rischio inferiore di sviluppare disfunzione erettile rispetto a quelli che vivono uno stile di vita sedentario.

Esercizi cardio e salute sessuale

Gli esercizi cardiovascolari, come corsa, nuoto e ciclismo, sono particolarmente benefici per il sistema circolatorio. Una migliore circolazione sanguigna assicura che il sangue possa fluire più liberamente attraverso il corpo, inclusa l’area genitale, migliorando la funzione erettile negli uomini e l’eccitazione sessuale nelle donne. Inoltre, l’allenamento cardio può aiutare a mantenere il peso corporeo in un intervallo sano, riducendo i rischi associati all’obesità, tra cui la disfunzione erettile e la riduzione del desiderio sessuale.

Forza muscolare e resistenza: Alleati della performance sessuale

L’allenamento della forza, come sollevamento pesi e esercizi a corpo libero, contribuisce a migliorare la forza muscolare e la resistenza. Questi benefici si traducono in una maggiore energia e resistenza durante l’attività sessuale, permettendo di sperimentare incontri più lunghi e soddisfacenti. La tonificazione muscolare migliora anche l’autopercezione e l’immagine corporea, fattori che hanno un impatto diretto sulla libido e sul desiderio sessuale.

Yoga e flessibilità: Armonia tra corpo e mente

Lo yoga, oltre a migliorare la flessibilità e ridurre lo stress, può avere effetti significativi sulla salute sessuale. La pratica regolare dello yoga aiuta a migliorare la consapevolezza del proprio corpo e a gestire meglio lo stress e l’ansia, fattori che possono influenzare negativamente le prestazioni sessuali. Gli esercizi di respirazione e le tecniche di rilassamento insegnate nello yoga possono anche aiutare a migliorare la concentrazione e a ridurre le distrazioni durante l’attività sessuale, intensificando l’esperienza complessiva.

Consigli per integrare l’esercizio nella vita quotidiana

Incorporare l’esercizio fisico nella routine quotidiana può sembrare una sfida, ma ci sono strategie semplici per rendere l’attività fisica una parte naturale della giornata. Iniziare con piccoli obiettivi, come una camminata di 30 minuti al giorno, e gradualmente aumentare l’intensità e la durata dell’allenamento può aiutare a costruire una routine sostenibile. Scegliere attività che si godono aumenta la probabilità di aderire a un programma di esercizio a lungo termine. Ricordare, infine, che il riposo e la recupero sono altrettanto importanti dell’attività fisica per il mantenimento della salute sessuale e generale.

Varicocele: Impatti sulla fertilità maschile e opzioni terapeutiche

Il varicocele rappresenta il disturbo più frequente legato all’infertilità secondaria negli uomini, con una prevalenza che oscilla tra il 15% e il 20% nel totale della popolazione maschile. Questa condizione può causare danni significativi ai testicoli, incidendo negativamente sulla capacità di procreare.

Varicocele

Si identifica con varicocele l’ampliamento delle vene nel plesso pampiniforme, situato attorno al cordone spermatico all’interno dello scroto.

Impatti del varicocele sulla salute testicolare

  • Atrofia testicolare: Questa condizione comporta una diminuzione delle dimensioni di uno o entrambi i testicoli, potendo influire negativamente sulle loro funzionalità e sulla produzione di spermatozoi.
  • Compromissione della spermatogenesi: Il varicocele può alterare il normale processo di formazione degli spermatozoi, determinando una riduzione della loro concentrazione, mobilità e forma. Questi cambiamenti possono gravemente limitare la fertilità maschile.
  • Stress ossidativo: La presenza di varicocele può incrementare la produzione di specie reattive dell’ossigeno nei tessuti testicolari, innescando un processo di stress ossidativo che danneggia le cellule germinali e compromette la qualità dello sperma.

Trattamenti per i danni testicolari da varicocele

  • Chirurgia: La soluzione più diffusa prevede un intervento chirurgico, che si articola in diverse tecniche quali l’embolizzazione percutanea, la legatura delle vene spermatiche o la microchirurgia testicolare. Questi procedimenti mirano a migliorare la circolazione nel plesso pampiniforme e la funzionalità testicolare.
  • Terapia conservativa: Per alcuni pazienti, è possibile optare per un approccio non chirurgico che include l’uso di antiossidanti, analgesici e misure di sostegno come il riposo e l’elevazione dello scroto.
  • Terapia ormonale: Nei casi di varicocele associati a ipogonadismo, si può ricorrere alla terapia sostitutiva con testosterone o a farmaci come il clomifene per stimolare la produzione ormonale senza influire negativamente sulla fertilità.

La decisione sul trattamento più adatto varia a seconda della gravità del varicocele, dei sintomi presenti e del desiderio del paziente di preservare o incrementare la propria fertilità. È cruciale che i soggetti affetti da questa condizione consultino il proprio medico per discutere le varie alternative terapeutiche, valutandone attentamente i benefici e i rischi. Con un’adeguata diagnosi e un trattamento personalizzato, è possibile migliorare la funzione testicolare e la fertilità in numerosi pazienti colpiti da varicocele.

Il testosterone e la calvizie: Legame e le soluzioni possibili

La relazione tra il testosterone e la calvizie è un argomento che ha catturato l’attenzione di medici, ricercatori e uomini di tutte le età per decenni. Spesso associata a una perdita della virilità o a un segno ineluttabile dell’invecchiamento, la calvizie maschile, o alopecia androgenetica, colpisce milioni di uomini in tutto il mondo. In questo articolo, esploreremo il legame tra testosterone e calvizie, sfatando miti comuni e offrendo una panoramica delle soluzioni disponibili.

Il legame tra testosterone e calvizie è complesso e mediato da fattori genetici e ormonali. Sebbene la predisposizione alla calvizie maschile possa essere frustrante, è importante ricordare che ci sono numerose opzioni di trattamento e strategie preventive disponibili. Consultare un dermatologo o uno specialista della caduta dei capelli può offrire una guida personalizzata e soluzioni su misura per affrontare l’alopecia androgenetica. Con l’approccio giusto, è possibile gestire efficacemente questo comune problema e mantenere la salute e la fiducia nei propri capelli.

Il testosterone: Un doppio taglio

Il testosterone è l’ormone sessuale primario negli uomini, responsabile dello sviluppo delle caratteristiche sessuali secondarie, come la crescita dei peli, la voce profonda e l’aumento della massa muscolare. Tuttavia, il suo ruolo non si limita a questi aspetti positivi. Il testosterone può essere convertito in diidrotestosterone (DHT) attraverso l’enzima 5-alfa reduttasi. È il DHT, e non direttamente il testosterone, che è stato identificato come il principale colpevole nella calvizie maschile.

Il ruolo del DHT nella calvizie

Il DHT si lega ai recettori presenti nei follicoli piliferi, soprattutto nella regione della fronte e del vertice, riducendone la dimensione e la capacità di produrre capelli sani. Con il tempo, questo processo porta all’assottigliamento dei capelli e, infine, alla calvizie. La sensibilità dei follicoli piliferi al DHT è in gran parte determinata dalla genetica, spiegando perché alcuni uomini diventano calvi e altri no, anche a livelli simili di testosterone.

Sfatiamo un mito

Un comune malinteso è che alti livelli di testosterone causino direttamente la calvizie. In realtà, uomini con livelli normali o addirittura bassi di testosterone possono ancora sperimentare la calvizie se i loro follicoli piliferi sono particolarmente sensibili al DHT. Pertanto, non è la quantità di testosterone in sé, ma piuttosto la predisposizione genetica e la sensibilità al DHT a determinare il rischio di calvizie.

Soluzioni e trattamenti

Fortunatamente, negli ultimi anni la scienza ha fatto passi da gigante nello sviluppo di trattamenti efficaci per l’alopecia androgenetica. Questi includono:

  1. Finasteride: Un farmaco orale che inibisce l’azione dell’enzima 5-alfa reduttasi, riducendo la conversione del testosterone in DHT e rallentando o persino fermando la perdita di capelli in molti uomini.
  2. Minoxidil: Una soluzione topica che stimola la crescita dei capelli e può essere usata da uomini e donne. Non agisce direttamente sul metabolismo del testosterone ma può migliorare la salute e la funzionalità dei follicoli piliferi.
  3. Trapianto di capelli: Un’opzione chirurgica per coloro che desiderano risultati immediati. Consiste nel trasferire i follicoli piliferi da aree meno colpite dalla calvizie a quelle più colpite.
  4. Terapie a base di laser e luce: Trattamenti non invasivi che utilizzano la luce per stimolare la crescita dei capelli a livello dei follicoli.

Prevenzione e Stile di Vita

Oltre ai trattamenti medici, modifiche allo stile di vita possono contribuire a mantenere i capelli sani. Queste includono una dieta equilibrata ricca di proteine, vitamine e minerali essenziali, una gestione efficace dello stress e l’evitamento di trattamenti capillari aggressivi.

 

A cosa serve la circoncisione maschile?

La circoncisione maschile è una procedura chirurgica in cui viene rimossa la pelle che copre la punta del pene, chiamata prepuzio. Questa procedura viene eseguita per vari motivi, tra cui motivi culturali, religiosi e medici.

Dal punto di vista medico, la circoncisione può essere utilizzata per trattare diverse patologie, tra cui la fimosi, la parafimosi, l’infiammazione cronica del prepuzio e le infezioni ricorrenti delle vie urinarie. La fimosi è una condizione in cui il prepuzio è troppo stretto per essere tirato indietro completamente, causando difficoltà nell’igiene del pene e nell’atto sessuale. La parafimosi è una condizione in cui il prepuzio viene tirato indietro ma non riesce a tornare in posizione normale, causando dolore e gonfiore. La rimozione del prepuzio può risolvere entrambe queste patologie.

Inoltre, alcuni studi hanno suggerito che la circoncisione possa ridurre il rischio di contrarre alcune malattie sessualmente trasmissibili, come l’HIV, il papillomavirus umano (HPV) e l’herpes genitale. Tuttavia, la maggior parte delle evidenze in questo campo proviene da studi condotti in Africa, dove le condizioni socio-economiche e igieniche sono molto diverse rispetto ai paesi occidentali. Inoltre, è importante notare che la circoncisione non fornisce una protezione completa contro queste malattie e non dovrebbe essere utilizzata come unico metodo di prevenzione.

Nonostante ci siano alcuni benefici medici alla circoncisione, è importante notare che si tratta comunque di una procedura chirurgica e comporta alcuni rischi, come emorragie, infezioni, reazioni allergiche all’anestesia e cicatrici anormali. Inoltre, la circoncisione può ridurre la sensibilità del pene durante l’atto sessuale, il che potrebbe influenzare la sessualità dell’uomo.

In conclusione, la circoncisione maschile può essere una procedura utile in determinati contesti medici, ma dovrebbe essere considerata caso per caso e solo dopo una valutazione attenta dei rischi e dei benefici. Gli uomini che stanno considerando la circoncisione dovrebbero discutere i loro motivi e le loro preoccupazioni con un medico qualificato prima di prendere una decisione.

Fonti:

American Academy of Pediatrics. Circumcision Policy Statement. Pediatrics. 2012;130(3):585-586.

Morris BJ, Waskett JH, Gray RH. Does sexual function survey in Denmark offer any support for male circumcision having an adverse effect? Int J Epidemiol. 2016;45(6):1956-1958.

Quali sono i rischi della circoncisione?

I rischi della circoncisione possono variare a seconda dell’età del paziente, della tecnica utilizzata e dell’esperienza del chirurgo. Tuttavia, alcuni dei rischi più comuni della circoncisione sono:

  • Emorragia: la circoncisione è un’operazione chirurgica e come tale può causare sanguinamento. La maggior parte delle emorragie è lieve e si arresta spontaneamente, ma raramente può essere necessario un intervento chirurgico per fermare il sanguinamento.
  • Infezione: la pelle tagliata può infettarsi, soprattutto se non viene pulita adeguatamente. I sintomi di un’infezione possono includere dolore, gonfiore, arrossamento e febbre.
  • Dolore: la circoncisione può causare dolore acuto immediatamente dopo l’intervento e durante il periodo di recupero. Il dolore può essere gestito con farmaci antidolorifici.
  • Cicatrici: la circoncisione può lasciare cicatrici, soprattutto se la tecnica utilizzata non è quella appropriata.
  • Problemi estetici: la circoncisione può causare problemi estetici, come ad esempio una riduzione della lunghezza del pene o un’irregolarità della lunghezza dei prepuzi.
  • Complicazioni rare: complicazioni come la formazione di ascessi, la necrosi del tessuto o la perdita totale o parziale del pene sono molto rare, ma possono accadere.

E’ importante notare che la maggior parte dei rischi associati alla circoncisione sono lievi e il tasso di complicanze è basso. In generale, la circoncisione è considerata un’operazione sicura quando eseguita da un professionista esperto.

Come si possono ridurre i rischi?

Per ridurre i rischi associati alla circoncisione, è importante seguire questi consigli:

  1. Scegliere un chirurgo esperto e qualificato: il chirurgo deve essere un professionista esperto nell’esecuzione della circoncisione e deve avere la qualifica per eseguire questo tipo di intervento.
  2. Informarsi bene sull’intervento: chiedere al chirurgo tutte le informazioni necessarie sull’intervento, compresi i rischi e i benefici, e discutere qualsiasi preoccupazione o dubbio prima della procedura.
  3. Seguire le istruzioni del medico: il medico fornirà le istruzioni necessarie per la preparazione e la cura dopo l’intervento, è importante seguirle attentamente per evitare complicazioni.
  4. Non fumare o assumere droghe prima dell’intervento: il fumo e l’uso di droghe possono aumentare il rischio di complicazioni durante e dopo l’intervento.
  5. Evitare di fare sesso per alcune settimane dopo l’intervento: per evitare infezioni e altre complicazioni, è importante evitare di avere rapporti sessuali per alcune settimane dopo l’intervento.
  6. Monitorare i sintomi dopo l’intervento: è importante monitorare i sintomi come dolore, febbre, arrossamento o sanguinamento e informare il medico se si verificano complicazioni.

Ricorda che l’importante è sempre fare una scelta informata e consapevole, discutere con un medico esperto e seguire le sue istruzioni per ridurre i rischi associati alla circoncisione.

Cosa fare se si verifica una complicanza?

Se si verifica una complicanza dopo una circoncisione, è importante contattare immediatamente il medico che ha eseguito l’intervento o recarsi al pronto soccorso. Le complicanze più comuni dopo la circoncisione sono infezioni, emorragie e dolore.

  • Infezioni: se si sviluppa un’infezione, il medico può prescrivere antibiotici per trattarla. È importante seguire attentamente le istruzioni del medico per evitare che l’infezione peggiori.
  • Emorragie: se si verifica una perdita di sangue, il medico può decidere di ripetere l’intervento per fermare l’emorragia.
  • Dolore: il dolore è comune dopo la circoncisione e può essere gestito con farmaci antidolorifici. Se il dolore è troppo forte, il medico può decidere di ripetere l’intervento per correggere la causa del dolore.
  • Problemi estetici: se si verificano problemi estetici come ad esempio un’irregolarità o asimmetria del prepuzio, il medico può decidere di ripetere l’intervento per correggere questi problemi.

In generale, è importante seguire le istruzioni del medico e monitorare i sintomi dopo una circoncisione per evitare complicazioni. In caso di complicazioni, non esitare a contattare il medico e seguire le sue indicazioni per garantire una guarigione rapida e completa.

Quali sono i benefici della circoncisione?

I benefici della circoncisione includono una migliore igiene, un minor rischio di contrarre e trasmettere malattie veneree alle proprie partner, una riduzione del rischio di infezioni del tratto urinario, una soluzione terapeutica della fimosi, un miglioramento dell’igiene personale e una riduzione dei fattori di rischio per numerose patologie.

Perché l’igiene è migliore in un uomo circonciso?

La circoncisione può migliorare l’igiene in un uomo poiché rimuove il prepuzio, che è una piega di pelle che copre la testa del pene. Il prepuzio può raccogliere batteri e sostanze chimiche che possono causare odore sgradevole e irritazione. Rimuovendo il prepuzio, la circoncisione riduce il rischio di infezioni del tratto urinario e di infezioni della pelle del pene. Inoltre, la circoncisione può rendere più facile per gli uomini mantenere il pene pulito, poiché non c’è bisogno di preoccuparsi di piegare indietro il prepuzio per pulire sotto di esso.

Perché un uomo circonciso a minori rischi di contrarre e trasmettere malattie veneree?

La circoncisione nell’uomo può ridurre il rischio di contrarre e trasmettere malattie a trasmissione sessuale, come il virus dell’immunodeficienza umana (HIV), il virus dell’herpes genitale, e il papillomavirus umano (HPV). Ciò è dovuto al fatto che il prepuzio può essere un luogo ideale per la proliferazione di virus e batteri che possono causare queste malattie. La circoncisione riduce il numero di cellule delle mucose del pene, che sono particolarmente suscettibili alle infezioni da parte di questi agenti patogeni. Inoltre, la circoncisione aiuta a ridurre la trasmissione delle malattie poiché, essendo meno suscettibili a infezioni, gli uomini circoncisi sono meno propensi a trasmetterle agli altri.

Perché la circoncisione comporta una riduzione del rischio di infezioni del tratto urinario?

La circoncisione può ridurre il rischio di infezioni del tratto urinario nell’uomo poiché il prepuzio può raccogliere batteri e sostanze chimiche che possono causare infezioni. Rimuovendo il prepuzio, la circoncisione riduce il numero di batteri presenti nell’area del pene, il che può aiutare a prevenire le infezioni. Inoltre, la circoncisione può rendere più facile per gli uomini mantenere il pene pulito, poiché non c’è bisogno di preoccuparsi di piegare indietro il prepuzio per pulire sotto di esso. Ciò può aiutare a prevenire l’accumulo di batteri e sostanze chimiche che possono causare infezioni.

Quando la fimosi va risolta con la circoncisione?

La fimosi è una condizione in cui il prepuzio è troppo stretto per poter essere facilmente piegato indietro, coprendo la testa del pene. La maggior parte dei casi di fimosi nei bambini sono fisiologici e risolvono da soli entro i primi anni della vita. Tuttavia, alcuni casi di fimosi possono causare problemi di igiene, dolore durante l’erezione e il rapporto sessuale, difficoltà nell’urinare e infezioni ricorrenti del tratto urinario. In questi casi, la circoncisione può essere raccomandata per risolvere la fimosi. In alcuni casi, la fimosi può essere risolta con la terapia medica o con la terapia del stretching del prepuzio, ma se queste opzioni non sono efficaci, la circoncisione può essere considerata come un’opzione di trattamento. È importante che un medico esamini il paziente e valuti le opzioni di trattamento più appropriate.

Disfunzione erettile: Cause e cura

La disfunzione erettile è definita come l’incapacità di raggiungere una rigidità del pene sufficiente sia in qualità (grado di durezza) che in quantità (tempo) per mantenere i rapporti sessuali. È necessario differenziare la disfunzione erettile da altre patologie associate ai rapporti sessuali con anorgasmia, perdita di libido, ecc.

Come visto nella sezione precedente, l’erezione dipende da molteplici fattori. Qualsiasi alterazione in uno di questi fattori può portare alla disfunzione erettile. Fondamentalmente ne esistono di due tipi:

  • Disfunzione erettile di origine psicogena.
  • Disfunzione erettile organica.

Nell’origine psicogena non c’è alterazione nelle funzioni erettili ma il sistema nervoso blocca alcuni passaggi a causa di ansia, stress, depressione, cattivo rapporto di coppia, ecc.

Nell’origine organica c’è qualche alterazione a livello ormonale, neurogeno o vascolare e secondariamente può esserci un disturbo psicogeno associato dovuto all’impossibilità di raggiungere l’erezione. La causa principale è l’ alterazione del sistema vascolare , che impedisce il corretto arrivo o la ritenzione del sangue nel pene . Le malattie cardiache, l’ipertensione e il diabete sono chiaramente associati alla disfunzione erettile organica.

Menzione a parte sono le cause di origine chirurgica. I pazienti operati alla prostata, alla vescica o al retto possono avere nervi danneggiati coinvolti nell’erezione e avere di conseguenza una disfunzione erettile.

Diagnosi

La diagnosi si basa inizialmente su una corretta anamnesi ed esame obiettivo, sottolineando la storia patologica medico-chirurgica, nonché le questioni relative alla salute mentale e ai rapporti di coppia. Successivamente, è possibile eseguire esami del sangue e test di funzionalità del pene iniettando sostanze vasodilatatrici direttamente sul pene per ottenere un’erezione. Tale test può essere accompagnato da un’ecografia del pene durante l’iniezione.

Quando ci sono dubbi diagnostici sull’origine, si può eseguire uno studio che registra le erezioni durante la notte. Se ci sono erezioni di buona qualità durante la notte, non ci sono quasi problemi organici.

Trattamento

Il trattamento della disfunzione erettile è cambiato molto negli ultimi anni a causa dell’avvento di farmaci che vengono somministrati per via orale con un’ottima efficacia. La sua azione principale si basa su un’inibizione enzimatica che produce una potente vasodilatazione permettendo un migliore afflusso di sangue al pene. Il primo ad essere commercializzato è stato il Viagra® e successivamente Levitra® e Cialis®, che hanno migliorato il tempo di azione del farmaco. I pazienti con una storia di cardiopatia ischemica in trattamento con nitrati non possono assumere questi farmaci.

L’alternativa terapeutica è più aggressiva perché si basa sull’iniezione diretta di sostanze vasodilatatrici (prostaglandine, papaverina, fentolamina) nel pene, con buona efficacia. Richiede un apprendimento precedente per la sua iniezione nel posto corretto.

Esistono dispositivi sottovuoto (vaccum) che permettono di raggiungere un’erezione non di così buona qualità, ponendo un anello costrittore alla base del pene che trattiene il sangue, impedendo il ritorno venoso e perpetuando l’erezione.

L’ alternativa chirurgica è riservata a casi selezionati, attraverso il posizionamento di una protesi peniena. Le protesi sono posizionate all’interno dei corpi cavernosi. Detta protesi può essere rigida (che mantiene il pene costantemente eretto) o con un meccanismo di pompaggio che la rende rigida quando attivata. Alcuni pazienti con deficit vascolari molto particolari possono beneficiare di interventi di ricostruzione vascolare.

Menopausa negli uomini o andropausa

La menopausa o andropausa è un processo mediante il quale non solo la capacità sessuale ma anche molte altre funzioni organiche diminuiscono progressivamente negli uomini di una certa età.

L’andropausa è un processo mediante il quale gli uomini di una certa età diminuiscono progressivamente la loro capacità sessuale, così come alcune funzioni organiche a causa della riduzione dei livelli di testosterone nel sangue. Viene chiamata anche   menopausa maschile o climaterio maschile  per via del suo parallelismo con il processo di involuzione ormonale femminile o vera e propria menopausa.

Sintomi della menopausa negli uomini

Solo il 30-35% degli uomini intorno ai 50 anni soffre di cali ormonali abbastanza improvvisi da causare i sintomi dell’andropausa. I soliti sintomi della menopausa negli uomini sono molto vari e colpiscono più organi e sistemi. Possono comparire sintomi fisici come:

  • Difficoltà a raggiungere e mantenere un’erezione
  • Diminuzione della forza e del volume eiaculatorio
  • Perdita di peli genitali
  • Perdita di capelli e ingrigimento degli stessi
  • Crescita dei peli delle sopracciglia e delle narici
  • Perdita di massa muscolare
  • Normale stanchezza o affaticamento
  • Dolori muscolari
  • Osteoporosi
  • Aumento della secchezza e delle rughe della pelle
  • Diminuzione della vista e dell’udito
  • Sudorazione e brividi
  • Aspetto di mani e piedi freddi
  • Stipsi

Sintomi mentali o psicologici

  • Diminuzione della libido o del desiderio sessuale
  • Disturbi del sonno, soprattutto insonnia
  • Ansia, angoscia o nervosismo
  • Voglia di piangere
  • Estrema irritabilità
  • Depressione
  • Sensazione di svogliatezza
  • Astenia

Cause di andropausa negli uomini

La causa della menopausa negli uomini è dovuta ad un deficit di testosterone circolante o biodisponibile nel sangue che si manifesta a partire dai 30-40 anni di età e che viene ulteriormente accentuato dal graduale aumento con l’età delle globuline del sangue, trasportatore di ormoni sessuali, che intrappola parte del testosterone, che non gli permette di agire sui recettori bersaglio periferici, dove deve compiere la sua missione. Inoltre, ci sono alcuni fattori predisponenti che accelerano la comparsa della sindrome e aumentano significativamente i sintomi:

  • Fattori ereditari
  • Obesità
  • Malattie cardiovascolari in generale
  • Diabetes Mellitus
  • Abuso di alcol, tabacco o droghe
  • Malattie della tiroide
  • Stress fisico e psicologico

Come viene diagnosticato?

Oltre ai suddetti sintomi, che possono farci sospettare che un uomo sia in menopausa, dobbiamo confermare i risultati clinici con i risultati degli esami del sangue per i livelli di ormoni sessuali . Oggi è facile rilevare l’andropausa grazie all’analisi del testosterone biodisponibile o realmente attivo, nonché della proteina SHBG (testosterone-trapping). La menopausa negli uomini non ha una cura definitiva, quindi può essere istituito solo un trattamento farmacologico sostitutivo ormonale palliativo .

Il testosterone può essere somministrato come iniezioni intramuscolari , somministrate trimestralmente o come gel o cerotti cutanei. Queste ultime forme di presentazione sono più utili, poiché consentono un dosaggio personalizzato e semplici aggiustamenti delle dosi quando queste sono necessarie.

Hai un trattamento?

Il monitoraggio del trattamento viene inizialmente effettuato trimestralmente e poi semestralmente, attraverso esami ematici e ormonali generali, che permettono di vedere i risultati del trattamento prescritto e consentono di aggiustare le dosi ormonali se gli obiettivi attesi non vengono raggiunti. Le analisi dovrebbero includere il PSA della prostata, poiché è noto che in alcuni casi il trattamento ormonale può far avanzare la crescita della prostata negli uomini o la comparsa precoce (attenzione, non lo causa) di un cancro alla prostata che era già previsto per svilupparsi da tempo dopo. In questi casi, il trattamento ormonale viene solitamente sospeso.

Prevenzione

Migliorare i fattori predisponenti può prevenire o almeno rallentare l’insorgenza dei sintomi e ridurne l’intensità, quindi è fondamentale trattarli precocemente negli uomini che ne soffrono. Inoltre, la diagnosi precoce e il trattamento dei sintomi della menopausa maschile una volta che si manifesta, facilita un rapido recupero della normalità, evitando la cronicizzazione di alcuni sintomi difficili da gestire successivamente.

Differenze tra menopausa femminile e maschile?

Nonostante tutto, non c’è davvero alcun parallelismo con il processo femminile, poiché negli uomini il declino ormonale che si verifica intorno ai 50-55 anni non è improvviso ma piuttosto lento e progressivo, motivo per cui preferiamo chiamarlo ad esordio tardivo ipogonadismo (HIT) o, soprattutto, sindrome da carenza di testosterone (SDT).

Un’altra particolarità di questo processo involutivo maschile è che di solito non è completo . A differenza delle donne, che non possono più avere figli dopo la menopausa , gli uomini talvolta mantengono una discreta funzione sessuale e riproduttiva in età molto avanzata, come sappiamo da quanto accaduto ad alcuni noti personaggi della scena sociale.