Ho la fimosi? Ecco i sintomi della fimosi

Incapacità di raggiungere l’erezione, difficoltà nell’orinare, forte dolore all’apparato genitale che aumenta durante il rapporto sessuale, rossore dell’orifizio uretrale esterno, secrezioni dall’uretra, prurito nella zona del pene, incapacità di fare la pipì, lesioni cutanee che faticano a guarire diventando ulcere. Sono tutti sintomi riscontrabili nella fimosi (alcuni di essi sono anche manifestazioni di altri stati patologici che interessano l’organo genitale maschile).

 

Definizione di fimosi

La fimosi è quello stato medico in cui l’orifizio prepuziale si restringe così da determinare l’impossibilità del glande di liberarsi dalla copertura del prepuzio. Per semplificare si parla di fimosi quando non si riesce a raggiungere l’erezione a causa della cute (prepuzio) che costringe il balano (o glande) a rimanere al suo interno di fatto intrappolandolo.

Le tipologie di fimosi possono essere varie. Si parla di fimosi congenita quando ci si riferisce allo stato presente dalla nascita o di fibrosi acquisita quando la problematica si presenta in età adulta. Le fimosi acquisite possono essere causate da molteplici fattori fra cui spiccano le contusioni all’apparato genitale, i traumi, problematiche di tipo dermatologico, flogosi del glande e/o del prepuzio (ovvero balanite, postite e balanopostite) le quali posso lasciare segni in grado di modificare in negativo la fisiologia del pene.

 

Tipi di fimosi

Gli effetti collaterali provocati da questo disformismo dell’apparato genitale maschile possono variare. Si definisce non serrata la fimosi quando, durante l’erezione, solo una parte del glande viene intrappolata dal prepuzio. La fimosi si definisce serrata quando l’impedimento del glande è completo e si verifica anche quando il pene non è in erezione bensì in una situazione di riposo.

In entrambe i casi, che la copertura del balano risulti parziale o completa, la riduzione dell’orifizio prepuziale impedisce al prepuzio di scorrere.

La forma più preoccupante di fimosi, quella più grave, si registra quando il glande non riesce mai ad uscire dal prepuzio. Oltre ad impedire l’erezione e quindi anche lo svolgimento di un rapporto sessuale completo, il restringimento impedisce all’urina di fuoriuscire con notevoli ripercussioni sullo stato di salute del soggetto. Le complicanze infettive divengono assidue a causa del ristagno di liquidi, dell’impossibilità di praticare un’igiene del pene efficace e al conseguente prolificare di germi.

Seppur presente in forma lieve questa diversità fisiologica impedisce il sereno svolgimento dell’attività sessuale, poiché rende fastidioso il coito. Nelle sue forme medie, quando la fimosi è una caratteristica anche del pene flaccido e il glande riesce a uscire solo in parte, il rapporto sessuale diviene oltre che difficoltoso anche doloroso. A questo si possono associare una eiaculazione precoce e una difficoltà nelle pratiche di pulizia delle zone intime.

Nei casi di fimosi è sconsigliato procedere alla liberazione del balano. Un’azione di forzatura manuale sfocia, nella maggior parte dei casi, nella parafimosi. Il prepuzio tende così a bloccarsi in una posizione arretrata rispetto a quella fisiologica che gli appartiene andando a creare una sorta di cappio all’altezza del solco coronale che impedisce la circolazione a valle è può concludersi con una ostruzione vasale.

La rimozione chirurgica di una parte del prepuzio (postectomia parziale) è la migliore cura alla fimosi, assieme all’intervento di circoncisione in cui ad essere rimosso completamente è il prepuzio.

Nei casi meno gravi l’urologo può prescrivere l’utilizzo di pomate a base cortisonica da applicare localmente.